Broni, 08/10/2015 – La prima Enoteca Regionale di Lombardia, di cui il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese è partner e componente del consiglio direttivo, aprirà i battenti sabato 10 e domenica 11 ottobre in località Cassino Po di Broni.

“L’idea di realizzare a Broni la prima Enoteca Regionale Lombarda nasce dalla forte convinzione che la prima struttura di questo genere non potesse che trovare la sua sede in nessun altro luogo della Lombardia che non fosse l’Oltrepò, per quello che rappresenta da secoli in termini di cultura della vite e del vino – annuncia il Sindaco Luigi Paroni – L’iter per la sua realizzazione è stato lungo e tortuoso, visto la portata e l’ambizione del progetto, i fondi necessari e le molteplici enti e realtà territoriali coinvolti”.
Manifesto_Inaugurazione.jpg
“Nonostante la burocrazia e la congiuntura economica sfavorevole che ha colpito anche il settore vitivinicolo, siamo andati avanti con decisione – sottolinea il Sindaco – Dopo 6 anni dal fatidico 6 ottobre 2009, giorno in cui l’Amministrazione comunale ha acquisito la proprietà del complesso di Cassino dando il via al suo recupero, il 10 ottobre apriremo i battenti inaugurando la struttura”.

Nelle scorse settimane qualche voce scettica aveva messo in dubbio l’apertura della struttura entro l’anno. “Niente di più lontano dalla realtà: il rinvio della sua apertura sta a dimostrare come non si sia voluto improvvisare, né fare il passo più lungo della gamba, ma si sia sempre agito di concerto, tra tutti gli enti e i soggetti coinvolti, per arrivare preparati al momento dell’apertura facendo in modo che i benefici economici e il ritorno per il territorio non si limitino solo alla novità e al presente, ma si rafforzino e si cementifichino nel futuro grazie ad una base di partenza solida e adeguata” – chiarisce Paroni.

“A chi in questi mesi ha ‘remato contro’ all’apertura della struttura, o quasi per partito preso si è divertito solo a tifare contro, a criticare e mai ad incoraggiare, dico che la risposta migliore alle loro ansie e ai loro timori è il fatto che, che nonostante le oggettive difficoltà, il 10 e 11 ottobre l’Enoteca aprirà al pubblico – commenta il Sindaco – In autunno il complesso di Cassino diverrà finalmente quello per cui è stata progettato, vetrina importante e prestigiosa in grado di rappresentare la risposta forte che tutto il nostro territorio vuole dare al perdurare della crisi, raccogliendo la sfida della ripresa economica offrendo servizi di qualità per un turismo di livello attraverso una proficua interazione e sinergia fra pubblico e privato”.

Riguardo all’impatto che l’apertura dell’Enoteca può rappresentare per l’Oltrepò il Sindaco ha le idee chiare. “L’apertura di Cassino rappresenterà un forte elettroshock per un territorio, il nostro, troppe volte sopito, ripiegato su se stesso, a volte ingiustamente ignorato ma altrettante volte colpevole nel piangersi addosso – sottolinea Luigi Paroni – Adesso è venuto il momento di dare una svolta decisa, di andare oltre la vecchia logica del campanilismo, perché è solo facendo gioco di squadra e superando gli individualismi che si riesce a portare a casa il risultato”.

“Proprio in un momento come questo, in cui il modo vitivinicolo del’Oltrepò sta attraversando una fase delicata della propria esistenza, l’apertura dell’Enoteca può rappresentare un momento di rilancio puntando con decisione sulla qualità dei prodotti – conclude il Sindaco – La posta in gioco è alta, si tratta del futuro della nostra terra: occorre fare in modo che la struttura di Cassino, vista l’importanza economico – culturale che rivestirà, la caratura internazionale dei prodotti e dei servizi offerti, l’appeal mediatico e l’unicità della sua posizione e della cornice naturale in cui è inserita, rappresenti un punto di partenza per il rilancio del territorio e non uno di arrivo”.

Appuntamento dunque al 10 e 11 ottobre, quando l’Enoteca aprirà i suoi e diventerà finalmente dei cittadini di Broni, degli abitanti dell’Oltrepò, di tutti i Lombardi e di chi, turisti, visitatori o semplici curiosi, vorranno assaporare, in un antico cascinale del ‘600, un’alchimia di sapori, colori e profumi altrove introvabile.