Lunedì 26 marzo, dalle 15.30 alle 20.30, le colline del Pinot nero dell’Oltrepò Pavese saranno protagoniste a Milano all’hotel Westin Palace di un evento firmato dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, in collaborazione con Ais Lombardia. 

Saranno presenti le seguenti aziende con le loro referenze più qualitative e identitarie: Alessio Brandolini, Ballabio, Cantina Scuropasso, Castello di Stefanago, Conte Vistarino, La Piotta, La Versa, Le Fracce, Monsupello, Prime Alture, Rebollini, Rossetti & Scrivani, Tenuta Mazzolino, Tenuta Quvestra, Terre d’Oltrepò e Travaglino.

Nel corso dell’appuntamento, rivolto a un pubblico di amanti del vino e professionisti del settore, troverà spazio anche una masterclass dedicata al Pinot nero, di cui l’Oltrepò è capitale italiana con 3.000 ettari in produzione, oltre ad essere la culla storica del Metodo Classico fin dal 1865. Ci sarà quindi modo di raccontare pagine straordinarie di un passato che poche zone al mondo possono vantare. Il direttore del Consorzio, Emanuele Bottiroli, spiega: «Il Pinot nero è grande e incontrastato protagonista della produzione di vino in Oltrepò Pavese. Alcuni ampelografi ipotizzano la presenza dei genotipi originari del Pinot già presenti sulle colline oltrepadane dal tempo dei romani.

Vi sono attendibili riferimenti che risalgono al 1500 ove si citano Pinolo, Pignolo gentile e Pignolo grappolato. Nella seconda metà del XIX secolo il Pinot nero, così come lo conosciamo oggi, approda in Oltrepò Pavese dove trova il suo habitat ottimale, grazie anche al lavoro intrapreso dall’allora ministro Agostino Depretis. L’Oltrepò ha fissato pietre miliari nella storia della vitivinicoltura italiana con Conte Vistarino, Domenico Mazza, Angelo Ballabio, Pietro Riccadonna e molti altri illuminati protagonisti. Ci sono nomi come Svic e La Versa che hanno rappresentato un’avanguardia, italiana ed internazionale».

Bottiroli ricorda le tappe di una lunga storia che dà identità al territorio: «La tradizione è continuata fino ad oggi con il riconoscimento dell’Oltrepò Pavese quale territorio d’eccellenza per la produzione di vini e spumanti a base Pinot nero. Questo vitigno è passato dai circa 600 ettari coltivati intono agli anni ’60 ai circa 3.000 attuali, su una superficie totale a Pinot nero in Italia di circa 4.000 ettari. È presente un po’ in tutto l’Oltrepò anche se è soprattutto coltivato in Valle Versa e Valle Scuropasso. La mappa delle unità territoriali pubblicata dal Consorzio ha spinto verso un percorso di zonazione». L’invito ai sommelier Ais e agli appassionati ai vini di alta qualità è dunque quello di non farsi sfuggire l’occasione rappresentata dai banchi d’assaggio di lunedì. «Il primo terroir di Lombardia, sul 45° parallelo che nel mondo è sinonimo di terre di grandi vini, ha voglia di affermarsi con le sue eccellenze. Abbiamo vini quotidiani straordinari, ma anche etichette top di gamma che possono emozionare su ogni tavola e in ogni carta dei vini».