Torrazza Coste, 1/7/2017 – Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese ha convocato un tavolo di lavoro per arrivare a un accordo interprofessionale che garantisca i vitivinicoltori del territorio, evitando emorragie di uva verso altre zone vinicole con ripercussioni negative sulla performance delle nuove strategie di mercato programmate da cantine sociali e aziende private.

Michele Rossetti (vendemmia 2016)

Il presidente del Consorzio, Michele Rossetti, spiega: «Se da un lato, come abbiamo richiesto anche noi, servono maggiori controlli durante il periodo pre vendemmiale e nel corso della vendemmia, risulta altrettanto importante creare e rafforzare un ponte tra i vinificatori e il mondo agricolo che porti a un patto forte e strategico per la valorizzazione dell’uva sul territorio, attraverso politiche di posizionamento del vino che siano condivise dai grandi player in campo». Di qui l’idea del tavolo di confronto.

Il direttore del Consorzio, Emanuele Bottiroli, entra nel merito: «Dobbiamo fissare obiettivi pluriennali, difendendo l’Oltrepò da corse speculative “una tantum”. La dirigenza rinnovata delle nostre cantine sociali, la ripartenza di La Versa e il buon lavoro delle nostre aziende di marca che acquistano sul territorio parte del loro fabbisogno per portare qualità in Italia e nel mondo necessitano di fiducia da parte del mondo agricolo. Non possiamo, però, fermarci alle parole. Dobbiamo mettere nero su bianco degli impegni con i produttori di uva, che in vigna fanno qualità ma faticano a fare reddito, per crescere di anno in anno. L’Oltrepò necessita di un piano di sviluppo, perché tutta l’uva non finisca solo in prodotti “commodities” a basso prezzo. Dobbiamo segmentare in modo chiaro il nostro mercato, perché da noi più che un problema di qualità esiste un problema di metodo. Se non facciamo noi il nostro mercato, subiremo sempre le speculazioni degli altri».