Il Peperone di Voghera, un prodotto a rischio estinzione e presente nell’Arca del Gusto di Slow Food festeggia la sua Prima Sagra nei giorni 23 e 24 settembre 2017 nella sua città: si partirà con convegno presso l’Istituto tecnico agrario Carlo Gallini (alle ore 09 del giorno 23), per proseguire in Piazza Duomo a Voghera il giorno 24. Piccoli produttori, scuola alberghiere del territorio, Croce Rossa Italiana, PepeVo, Associazioni agricole di categoria, Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Condotta Slow Food Oltrepò Pavese e Comune di Voghera animeranno la piazza con degustazioni, laboratori del gusto, accostamenti vino – cibo: tanto risotto con Peperone e Peperonata per far conoscere e divulgare un prodotto, ricco di storia, tradizione e qualità che non dobbiamo perdere.
Sabato 23 settembre 2017: Presso I.T.A.S. Carlo Gallini
  • Ore 09.30 Convegno: Il Peperone di Voghera “Passato, presente, futuro”
  • Ore 12.30: Pranzo a invito: menù a tema “Peperone di Voghera”

Domenica 24 settembre 2017: Piazza Duomo – Voghera

  • Dalle ore 09.00 Esposizione e mercato dei produttori del Peperone di Voghera
  • Dalle ore 09.00: sotto i portici mercato dei prodotti tipici
  • Dalle ore 11.30: a offerta, Risotto alla Vogherese per tutti a cura della C.R.I.
  • Dalle ore 14.30: a offerta, Peperonata per tutti a cura della C.R.I.
  • Un buon bicchiere in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese
  • T.A.S. Carlo Gallini e PePe.Vo: espone e racconta la storia del Peperone di Voghera
  • Ristoranti e gelaterie della città e della zona serviranno piatti e prodotti a base di Peperone di Voghera.

Dalle ore 11.30, sotto la tensostruttura, su prenotazione: laboratori e degustazioni curati da Slow Food in collaborazione con Mario Maffi, il ristorante Selvatico di Rivanazzano, Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese e le scuole alberghiere ENAIP e OPDF Santa Chiara (partecipazione a offerta e su prenotazione).
In dettaglio:

·        Ore 11.30: aperitivo con preparati a base di Peperone di Voghera

·        Ore 13.30: Il Risotto alla Vogherese

·        Ore 15.30: La peperonata

·        Ore 17.30: i derivati dal peperone

Sempre in accostamento ai vini dell’Oltrepò Pavese.


Per info e prenotazioni entro il 22 settembre 2017: fiduciario@slowfoodoltrepo.it; 338 7089575.


La manifestazione è svolta in collaborazione con: Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, Fondazione Campagna Amica, Confederazione Italiana Agricoltori, Confagricoltura Pavia, Croce Rossa Italiana.

Ecco la presentazione della Prima Sagra del Peperone di Voghera a cura di Emanuele Bottiroli, giornalista e direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, che intervista Teresio Nardi, fiduciario della Condotta Slow Food Oltrepò Pavese.

Carta d’identità del Peperone di Voghera
Ha una forma inconfondibile, regolare, quasi cubica, con quattro costolature di cui una più prominente. È di media grandezza, trilobato o quadrilobato, con apice leggermente infossato, polpa fine, compatta e dolce.

È di colore verde molto chiaro, per questo denominato da sempre “bianco di Voghera”. Durante la maturazione il verde diventa giallo intenso con sfumature aranciate. La polpa sottile resta consistente e resistente mantenendo intatte le caratteristiche organolettiche.

Il sapore è dolce e delicato, grazie a un elevato contenuto di zuccheri e a una ridotta percentuale di acqua che lo rende molto digeribile. E’, inoltre, ricco di vitamina C e di antiossidanti.

Si semina in coltura protetta e riscaldata (sotto serra) a metà febbraio, dai primi di maggio in poi si può trapiantare in pieno campo e si inizia la raccolta intorno alla metà del mese di luglio.

La pianta è di taglia contenuta (altezza media in condizioni di pieno campo di circa 50-60 cm), compatta e resistente. E’ rifiorente ed elevata è la precocità di messa a frutto.

Le foglie sono di colore verde chiaro, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo.

Il peperone di Voghera, proprio per la sua resistenza, veniva tradizionalmente conservato intero sott’aceto (o sotto craspo). È possibile valorizzarne il gusto sia consumandolo crudo in pinzimonio che facendone l’ingrediente principale di un buon risotto. Il prodotto può essere lavorato e trasformato in confettura, in agrodolce, in mostarda oppure può essere disidratato. La bassa concentrazione di acqua consente di congelarlo e di poterlo gustare durante la stagione invernale.

Numerose sono le testimonianze sull’origine del prodotto, il cui legame ambientale e la cui tipicità sono strettamente correlate con Voghera ed il territorio circostante. Un’importante testimonianza è, ad esempio, un numero della “Rivista di Patologia Vegetale” pubblicata nei primi del ‘900, nella quale si descrive l’avvizzimento del Peperone di Voghera. La qualità del Peperone di Voghera trovano poi riscontro scientifico nelle opere di alcuni esperti di orticoltura che sottolineano, ad esempio, come “nel Piemonte e nella Lombardia sono rinomati i Peperoni di Voghera” oppure che “il peperone dolce di Voghera, precocissimo, quadrangolare, costoluto, a frutto pendente, vanta una preziosa precocità” oppure ancora che “rinomati sono i peperoni di Voghera, dolci, più o meno screziati di verde e di forma quadrata”. Insieme alla documentazione scritta, di fondamentale importanza sono i ricordi tramandati oralmente da una generazione all’altra: grazie all’esperienza (diretta e non) degli orticoltori della zona, è stato possibile mantenere inalterate negli anni le peculiarità di questo prodotto. Secondo gli ortolani del secolo scorso, il peperone di Voghera è sempre stato di media grandezza e di colore verde pallido, tanto da essere definito “peperone bianco”.

La diffusione di questa coltura a Voghera (PV) ha avuto il suo culmine tra il 1920 e il 1940 negli orti limitrofi al torrente Staffora e ha contribuito a rendere la città un centro agricolo di rilievo in quegli anni, tanto che nel 1939 venne inaugurato un mercato agricolo coperto che richiamava acquirenti da tutta Italia. Tra le due guerre, insomma, il peperone era una delle glorie di questo angolo di Oltrepò, grazie a una serie di caratteristiche uniche molto apprezzate dai consumatori italiani e stranieri. Tuttavia, la coltivazione intensiva e circoscritta in quest’area ha alimentato la proliferazione di specie fungine tipiche dei terreni argillosi che, verso gli anni ’50, hanno portato alla progressiva diminuzione della vitalità delle piante. Nonostante ciò, la coltivazione del peperone trovò un nuovo habitat naturale nei terreni limo-sabbiosi vicino al Po  e ai torrenti Curone e Scrivia.

La zona di produzione del Peperone di Voghera comprende diversi comuni sia della provincia di Pavia che di Alessandria: si tratta di un’area interregionale delimitata a Nord dalla riva destra del fiume Po e verso Sud dall’inizio dei rilievi collinari dell’Appennino lombardo-piemontese (tra Tortona e Broni), in cui resta centrale il territorio comunale di Voghera. Oggi, infatti, il Peperone di Voghera è annoverato tra i prodotti a marchio De.c.o. vogheresi (denominazione comunale d’origine).

Nel 2008 è nata l’associazione PepeVo, per l’esigenza di valorizzare e tutelare il “Peperone di Voghera”, mediante la registrazione di un marchio di identificazione. La notorietà del Peperone di Voghera è stata guadagnata in più decenni, grazie alla diffusione commerciale dell’ortaggio, soprattutto nel periodo storico risalente alla prima metà del secolo scorso, periodo nel quale la sua coltivazione era molto diffusa negli orti di Voghera e nelle aree limitrofe. Slow Food, in particolare grazie all’impegno della sua condotta dell’Oltrepò Pavese coordinata dal professor Teresio Nardi, è da anni impegnata per la promozione e la valorizzazione del Peperone di Voghera, per le sue caratteristiche e il suo pregio anche in senso culturale, essendo il prodotto un emblema di biodiversità.